Le origini del Re degli incensi

L'olibano — chiamato anche frankincense in inglese o luban in arabo — è la resina estratta dagli alberi del genere Boswellia, che crescono nelle zone aride del Corno d'Africa, dell'Arabia meridionale e dell'India.

La specie più pregiata, Boswellia sacra, prospera nelle regioni costiere dell'Oman e nello Yemen, dove l'alternanza di siccità e umidità stagionale conferisce alla resina le sue caratteristiche organolettiche uniche.

Un filo ininterrotto attraverso i millenni

La storia dell'olibano è intrecciata con quella delle grandi civiltà antiche. Gli Egizi lo importavano dal Paese di Punt — identificato dagli storici con le coste della Somalia attuale — già nel terzo millennio avanti Cristo.

Nei papiri medici egizi, la resina appare come ingrediente in preparazioni per ferite, infiammazioni e cerimonie di purificazione dei templi. Ramsete II ne consumava quantità enormi per i rituali ad Amon.

Come si raccoglie la resina

Il processo di raccolta, chiamato tapping, è rimasto sostanzialmente invariato. Gli incisori praticano piccoli tagli nella corteccia dell'albero; la resina fuoriesce e si solidifica a contatto con l'aria in grumi chiamati lagrimi.

Solo alcune settimane dopo la prima incisione, quando le lacrime hanno raggiunto la consistenza ottimale, vengono raccolte a mano. Un albero adulto può produrre fino a 3 kg di resina all'anno senza subire danni.

Come bruciarlo correttamente

L'errore più comune è bruciare l'olibano direttamente sulla fiamma. Per esprimere al meglio il suo profumo, la resina va posta su carboni ardenti — preferibilmente carboni giapponesi moktan o i tradizionali carboni per narghilè — oppure su una piastra scaldata.

La temperatura ideale si aggira tra i 150 e i 200 gradi: sufficiente a volatilizzare i terpeni responsabili dell'aroma senza bruciarli, il che produrrebbe un odore acre.


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